Tutto quello che devi sapere sul sonno

Sonno e omeopatia

1 novembre 2021

A venir incontro al sonno capriccioso è l’omeopatia. Ecco come

Sonno e omeopatia

1 novembre 2021

TUTTO SUL SONNO

L’omeopatia può venire incontro al sonno che “non va”. Ecco come

L’omeopatia aiuta il sonno nel cambio di stagione che si riflette sull’organismo, portando con sé una serie di conseguenze non sempre piacevoli. Con l’arrivo dell’autunno è facile accusare maggiormente stanchezza e irritabilità. Le ferie estive e le vacanze sono ormai un ricordo e i primi cali di temperature, abbinati a giornate con meno ore di luce, possono alterare il naturale ciclo del sonno. In questo caso la medicina naturale o omeopatica può aiutare

Sonno e omeopatia

Sonno e omeopatia: IL PARERE DELL’ESPERTO

«L’espressione del nostro sistema organico è proprio il sonno. Non ne è la causa. E i problemi del sonno sono i problemi del nostro organismo, del nostro sistema». Lo sostiene il dottor Marco Lombardozzi, medico omeopata romano. «Una condizione di stress in termini specifici, con l’attivazione del cortisolo e con l’alterazione dell’ipotalamo, che è l’organo  dal quale parte tutta la cascata dello stress, porta ad una problematica del sonno. Affrontarla solo cercando di far dormire una persona è limitato, limitante e miope».

LIMITARE LO STRESS

Il problema del sonno va affrontato curando lo stress. «Se  il medico riscontra lo stress come causa del problema. In questo caso l’omeopatia ha tanti rimedi validi per allineare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Si tratta dell’asse attraverso il quale giocano tutte le condizioni ormonali. Riarmonizzando l’ipotalamo, si riarmonizza l’ipofisi. Una parte dell’ipofisi secerne la melatonina, che tutti sappiamo essere utile per dormire meglio, anche come integratore. Così le condizioni del sonno vengono migliorate».

NON SOLO INSONNIA

Quando arriva il cambio di stagione non tutti dormono meno. C’è anche chi avverte maggiore stanchezza e conseguente sonnolenza. Anche in questi casi l’omeopatia si rivela utile.  «In quei casi», secondo il parere del medico «bisogna domandarsi quali sono le motivazioni che portano il paziente ad avere sonnolenza. E quali organi sono coinvolti? Potrebbe essere il pancreas, molto spesso è così. Si è osservato con studi clinici che il pancreas durante il periodo primaverile riduce la sua capacità funzionale digestiva, quindi la produzione di enzimi pancreatici. Questo automaticamente può favorire la sonnolenza».

QUALI TERAPIE

Un bravo medico sa che è limitato prescivere medicinali per eliminare la sonnolenza. «Al contrario», sostiene il dottor Lombardozzi «è opportuno prescrivere una terapia mirata a migliorare gli enzimi pancreatici, proprio per evitare la sonnolenza. Bisogna considerare la patologia a trecentosessanta gradi, non soltano focalizzandosi sul singolo sintomo».  

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